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| Architettura a colori |
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| Il mondo di Nicola G. Tramonte |
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GALLLERIA CON[FINE]-APRICENA (FG), , dal 29/05/2010 al 29/06/2010
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Continuano le attività culturali e gli eventi della piccola Galleria di Architettura per l’anno 2010, coordinati dagli architetti Domenico Potenza, Tiziana Di Sipio e Grazia Villani, ai quali si affiancano sempre più giovani studenti e progettisti sensibili alla qualità dell’architettura ed alla valorizzazione di opere ed autori qualificati.
Sabato 29 maggio alle ore 19,00, presso la sede della galleria di Apricena in via marconi 42 si inaugura la mostra Architettura a colori, il mondo di Nicola G. Tramonte a cura di Tiziana Di Sipio e Grazia Villani con una presentazione di Domenico Potenza, con la partecipazione straordinaria di Peppe Zullo, committente illuminato delle opere più importanti dell’architetto Tramonte.
In un contesto contemporaneo fortemente caratterizzato dalla purezza delle forme, dalla predominanza del bianco e dal minimalismo ossessivo dei linguaggi espressivi. Nicola Tramonte offre una testimonianza della comprovata (forse ritrovata) forza del colore in architettura.
La ricerca continua e costante di un equilibrio tra i rossi, i gialli e i blu, risolta con raffinatezza formale, armonia visiva e benessere psico-fisico in una raccolta di progetti policromi allestiti nella piccola mostra.
Nicola Tramonte, Architettura a colori
Ogni cosa nel mondo, deve avere un colore.
Tutta la natura è colorata,
e anche il grigio della polvere o della fuliggine,
anche le zone più cupe e malinconiche,
hanno pur sempre un loro preciso colore.
Dove c’è luce deve esserci colore.
Compito dell’uomo è solo far si che questo fenomeno,
esattamente come ogni altro, trovi una forma,
e se appena ci riesce, eccolo stendere
anche sugli oggetti più cupi un riflesso di sole.
Poiché ogni cosa ha il suo colore
Anche ogni cosa prodotta dagli uomini
deve avere una forma colorata.
Bruno Taut
Il rapporto con il colore nell’Architettura di Nicola Tramonte ha radici profonde, a partire dai primi anni della sua formazione con l’insegnamento di Leon Marino e Salvatore Lovaglio, maestri d’arte e cultori della materia del colore, che lo hanno iniziato all’amore per l’Architettura.
Una passione coltivata negli anni, con il proseguimento degli studi a Napoli (città della luce e del colore per eccellenza), dove molto ha influito la frequentazione di alcune figure fondamentali per la sua crescita come Nicola Pagliara o Riccardo Dalisi, che lo hanno educato al disegno ed alle ragioni profonde restituite dalle superfici colorate. A Torino infine, l’esperienza diretta con maestri dell’architettura italiana come Gabetti e Isola e lo studio appassionato della figura di Aldo Rossi e delle sue opere, maturano definitivamente i principali riferimenti all’interno dei quali si svolge la sua attività.
La ricerca, la conoscenza e l’uso del colore hanno segnato in maniera indelebile la sua professione di architetto, in tutte le forme della sua espressione: utilizzato come reazione ai fenomeni della natura per controllarne le condizioni climatiche; come elemento di misura dello spazio per regolarne l’armonia e le dimensioni; come raffinato stimolo dei sensi, per il godimento emotivo della sua committenza.
E’ proprio grazie al colore che l’architetto Tramonte restituisce una dimensione in più al suo lavoro, amplificandone il concetto di funzione nella composizione dello spazio architettonico, nella selezione di superfici e volumi sia all’interno che all’esterno, in un gioco sapiente di luci ed ombre.
In tutte le sue diverse declinazioni l’uso del colore contiene sempre una particolare dimensione fondativa, una condizione genetica, capace di guidare le scelte compositive dal pensiero iniziale (nei primi schizzi dove già il colore compare come traccia) alla realizzazione dell’opera (con le decisioni prese direttamente sul cantiere). La sua utilizzazione non è mai frutto di una mera sovrapposizione di cromatismi, applicata successivamente ai piani o alle pareti di progetto ma accompagna, in tutte le sue fasi, la costruzione consapevole dello spazio e ne registra il suo totale coinvolgimento sia fisico che più propriamente emotivo.
Questa consapevolezza trasforma il colore in un vero e proprio materiale da costruzione, attraverso il quale: evidenziare le principali figure della composizione su uno sfondo; mettere in risalto le superfici in armonica contrapposizione con lo spazio; mettere a fuoco i primi piani della scena, come ha imparato a fare con l’obiettivo fotografico che pure utilizza con la stessa disinvoltura della tavolozza dei colori.
Il rosso, il giallo, il blu, illuminano le principali superfici dello spazio, dall’appunto iniziale alla sua realizzazione, dall’intenzione primordiale alla restituzione finale, in un dialogo continuo tra pensiero e opera, tra segni e significati, tra memoria e progetto.
Al minimalismo contemporaneo come forma di riduzione ad oltranza della articolazione dello spazio (come dice Fulvio Irace) “dove la camera oscura dell’animo umano si insidia nell’ombra, dietro l’occhio spaventato della luce”, Nicola Tramonte contrappone la ricchezza cromatica che ne misura la profondità, capace di penetrare per altre vie la sua dimensione spaziale. Al colore egli affida l’espressione gioiosa della vita, l’eleganza puntuale di un abito mentale che restituisce armonia in un paesaggio tranquillizzante che è quello dell’anima.
Domenico Potenza
La committenza illuminata del Principe PEPPE ZULLO
La fortuna di un progetto, non è quasi mai la realizzazione diretta di un’idea di un singolo ma possiede sempre un anima plurale, un contributo corale di più soggetti come in questo caso: la committenza illuminata del principe Peppe Zullo, l’intuizione geniale del progettista Nicola Tramonte ed il coinvolgimento critico del suo maestro d’arte Leon Marino, oltre alla magia di un paesaggio che già conteneva nel suo ventre la bellezza di uno spazio straordinario.
La cantina di Piano Paradiso è diventata il luogo ospitale per eccellenza, il centro permanente di accoglienza del gusto, patrimoniodi un’intera collettività che lo vive come tale e che lo ha eletto quale testimone di una terra ricca di saperi e di sapori e, nello stesso momento, di una terra ricca di sogni e di speranze, di fede, nelle proprie determinazioni e nelle proprie capacità che nel tempo si è fatta sostanza di cose desiderate, come la realizzazione, quasi inattesa, di uno spazio ben-venuto.
Benvenuti in paradiso,è l’invito sempre accogliente di Peppe Zullo, accompagnato dalla forza del suo sorriso che tuttavia non tradisce il sacrificio del lavoro che lo ha segnato. Un sorriso che vibra dai baffi irsuti e folti lungo tutto il corpo, diffondendo energia vitale tutt’intorno, un’energia che si riflette nella luce solare dei suoi occhi piccoli, neri, sinceri. E’ come essere al cospetto di un principe, che come tale accoglie personalmente tutti i suoi ospiti di qualunque rango e da qualsiasi luogo essi provengano.
E’ uno sguardo rassicurante il suo, di chi sa farsi carico dell’ospitalità di tutta una terra, da sempre in attesa del tuo arrivo e dei molti altri che verranno.
Nicola G. Tramonte Architetto
nasce ad Orsara di Puglia (FG) nel 1956, consegue la maturitàArtistica e la Laurea in Architettura al Politecnico di Torino,discutendo la tesi “Lettura ambientale ed ipotesi di recupero del centro antico di Orsara di Puglia.
Da sempre appassionato di fotografia , nel 1986 inizia l’attivita di architetto e interior designer. Nel 2006 pubblica il volume: Progetti e Architetture 1986 – 2006 nel 2008 “ Fotografie 1972 -2007 “. Attualmente si sta occupando di vari progetti, tra i quali una cantina ad Ascoli Satriano e il restauro di Palazzo De Gregorio ad Orsara.
Vive e lavora ad Orsara.
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